In vetrina

Bingo Bongo & altre storie

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Bingo Bongo & altre storie di Stefano Labbia, edito da Il Faggio nel marzo del 2018.

Il libro è una raccolta di 20 racconti brevi accompagnati da 10 dipinti del pittore svedese Pontus Wåhlström.

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Romanzi

Siamo solo piatti spaiati

Siamo solo piatti spaiati di Alessandro Curti.

Davide è un ragazzo di diciassette anni che viene trovato dalla polizia con della droga e viene portato in una comunità fino al processo finale, in cui sarà dichiarato colpevole o innocente. In questo nuovo posto incontra alcune persone, ragazzi e adulti, che con il loro atteggiamento e la loro storia in modi differenti lo aiutano a crescere, a saper comprendere gli altri, a essere responsabile dei propri errori e come ripartire da essi.

Il libro mi è piaciuto molto perché racconta il processo di crescita individuale di un ragazzo che inizialmente vive un’adolescenza sulla norma, poi viene stravolto dalle conseguenze di un suo ingenuo errore: in particolare ho ammirato la figura di un educatore, Andrea, con cui il protagonista ha un rapporto particolare. Il racconto è interamente formato da dialoghi e pensieri del protagonista che si susseguono e, a parte qualche raro errore grammaticale, lo stile è semplice, diretto e composto per di più da coordinate. Invece il linguaggio a volte diventa un po’ scurrile, ma non tanto da infastidire la lettura. Il titolo è una similitudine tra i ragazzi della comunità e i piatti che usano per mangiare: altri più colorati, altri più scheggiati ma nonostante le loro differenze riescono a convivere e stare nella stessa tavola.

Andrea si presenta come un uomo molto diverso dalle persone che Davide ha incontrato: è gentile e accogliente ma anche chiaro e deciso, è il primo adulto a interessarsi di ciò che Davide pensa e a chiedere scusa per i suoi errori. Tra i due vige un rapporto di amore-odio perché l’educatore lo costringe a pensare fuori dai suoi schemi e riesce a vedere le sue emozioni e i suoi pensieri più profondi e reconditi, le debolezze che vorrebbe nascondere. Eppure Andrea è sempre presente, e anche dopo gli errori di Davide è sempre pronto a ripartire con lui.

“Dovresti fidarti di più di Andrea. E’ un tipo strano, ti fa incazzare quando ti guarda, anche da dietro quei suoi occhiali da sole arancioni con i quali cerca di mimetizzarsi, vorresti picchiarlo per quello che vede in te e tu non vorresti scorgesse. Però di una cosa puoi essere certo: lui c’è.”

[…]

Non mi ha abbandonato nella mia disperazione, ha solo aspettato che maturasse fino a farmi esplodere e buttarla fuori. E lui era lì pronto ad accoglierla.

Disponibile su Amazon: Siamo solo piatti spaiati

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Romanzi '800

Via dalla pazza folla

Via dalla pazza folla di Thomas Hardy.

Gabriele Oak è un giovane fittavolo inglese che possiede una piccola fattoria e si innamora della bellissima Batsceba che, povera ma bella e istruita, non accetta di sposarlo per la sua vanità. Segue uno scambio di ruoli: Oak perde i suoi possedimenti e diventa povero, mentre Batsceba eredita una grande fattoria. Gabriele inizia a lavorare per lei come pastore e si dedica fedelmente alla fattoria della sua amata, mentre la ragazza è coinvolta in varie storie d’amore che riguardano il fittavolo benestante  Boldwood e il sergente Troy. Sebbene alcuni drammi segnino il corso del racconto, il libro termina con un lieto fine.

Tutti i personaggi sono ben caratterizzati e Hardy intreccia magnificamente atteggiamenti, turbamenti e sofferenze di ognuno. Batsceba fin da subito si presenta come una ragazza che si compiace della sua bellezza e si definisce una donna indipendente, tanto da assumere la fattoria ereditata sotto il suo controllo. Tuttavia ha un carattere molto superficiale, lo dimostrano i suoi vagheggiamenti amorosi e i suoi modi di trattare Boldwood, innamorato di lei fino alla pazzia, poi il modo in cui cade preda di Troy perché si complimenta per la sua bellezza. E’ proprio dopo il matrimonio con lui che perde la sua indipendenza come donna e deve sottostare non tanto al volere del marito, ma ai suoi capricci. Mentre Oak è in assoluto il personaggio che preferisco: umile, buono e paziente, anche dopo il rifiuto è completamente dedito agli affari della sua padrona, riparando ai danni della natura indifferente con determinazione, ed è l’unico che le è veramente fedele.

Io odio le storie d’amore e i romanzi rosa, eppure questo racconto mi ha colto di sorpresa: gli atteggiamenti di Batsceba, le menzogne di Troy e la follia amorosa di Boldwood mi hanno fatto storcere un po’ il naso, ma il povero Oak ha molto da insegnare. Da una tragedia che distrugge la sua fattoria si ritrova a mendicare, ma dopo un iniziale abbattimento si tira su le maniche e riparte da zero. Inoltre, nutre una forma di amore per Batsceba che non ha limiti né secondi fini: il suo è un amore puro, libero da ambizioni.

Lo stile è molto curato nella descrizione dell’architettura, dei paesaggi e degli stati d’animo dei protagonisti, il punto di vista del narratore onnisciente cambia spesso e sono presenti molti dialoghi, cosa che ho apprezzato. In conclusione, consiglio di leggerlo.

Disponibile su Amazon: Via dalla pazza folla

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Fantasy

Legio M Ultima

Legio M Ultima di I Demiurghi.

Sfida all’impero

Sotto l’imperatore Diocleziano viene costituita una nuova legione segreta, a cui vengono affidati i compiti più ardui e misteriosi: la corte XII è costretta a gestire e combattere uno dopo l’altro eventi  sempre più oscuri e minacciosi, che celano una fitta trama intricata. Infatti, tutti i personaggi della trilogia non sono altro che pedine in mano a due giocatori che si sfidano a una partita a scacchi, per determinare le sorti dell’impero. Tuttavia divinità e forze sovrannaturali cominciano a intervenire, scombinando ogni volta le mosse dei due sfidanti. La protagonista è Azia Medea, assoldata nella corte per le sue conoscenze da sapiente, accompagna in modo freddo e distaccato gli altri membri ed è costretta a mantenere un orribile segreto: la spada che porta sempre con sé la lega alla furia di Platone, serva del dio degli Inferi. Perciò, lei stessa potrà essere la mossa vincente.

Il racconto è avvincente e i personaggi ben definiti: ognuno ha il proprio carattere e il proprio ruolo all’interno della storia, però la lettura non è molto scorrevole a causa dei repentini cambi di punti di vista e da alcuni passaggi poco chiari nella struttura della trama in sé. Inoltre non ho proprio apprezzato la continua violenza descritta, specialmente sulle donne: per sensibilità personale alcune parti non le ho lette volentieri. Eppure lo stile di scrittura mi è piaciuto tanto che ho iniziato a leggere un altro libro della Legio M Ultima senza esitazioni.

Disponibile su Amazon:

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News

Il principe Caspian

Ho pubblicato la recensione del secondo libro delle Cronache di Narnia di C. S. Lewis, per leggere la recensione completa cliccare il link alla citazione.

Come il primo libro, ho trovato anche questo racconto molto semplice e privo di grande suspense, lo stile chiaro e senza artifici. Penso sia una bella storia da leggere ai bambini prima di andare a dormire, ma credo anche che contenga un profondo messaggio […]

Recensione Il principe Caspian