Romanzi

Il grande spettacolo del cielo

Il grande spettacolo del cielo di Marco Bersanelli.

Il libro descrive in modo romanzato diversi punti di vista dell’uomo nei confronti dell’universo, ripercorrendo tutta la storia dell’astronomia. Inizia dagli ominidi della preistoria dominati dallo stupore, sostituiti poi dai filosofi greci che cominciano a intuire i movimenti celesti, a seguire Dante con la concezione medievale del cosmo, poi l’inizio della scienza moderna con Copernico, Keplero, Galileo e Newton. Per finire, la scoperta delle galassie tra il 1700 e il 1900 insieme ad Hubble ed Hershel, seguiti dal dibattito fra Einstein e Lemaitre e dall’esposizione della visione attuale dell’universo con gli ultimi interrogativi rimasti su di esso.

Non è proprio una lettura facilissima: non dipende dallo stile, che è semplicissimo e ripetitivo, ma da alcuni passaggi scientifici che non vengono immediati. Quando ho letto questo libro conoscevo neanche un terzo delle nozioni storiche, eppure sono riuscita a capirlo facilmente fino agli inizi del 1900: dopodiché, con Einstein e compagnia bella, la cosa si è fatta un po’ più complessa e per comprendere l’ultimo capitolo mi sono dovuta concentrare molto.

In quanto alla precisione scientifica, l’ho ripreso in mano per un approfondimento su Galileo Galilei e ho notato che l’aspetto scientifico è spesso collegato a un ragionamento più profondo sulla mentalità degli uomini delle diverse epoche storiche: questo non altera la veridicità delle nozioni spiegate, ma spesso fa sì che alcune vengano rimarcate più di altre, oppure vengano trascurate per non tirarla lunga. Perciò non è assolutamente da ritenere un saggio scientifico, e non vuole neanche esserlo.

Mi è piaciuto leggerlo perché mi ha dato una visione dell’astronomia dagli inizi della civiltà, senza giudicare i tentativi di comprendere l’universo di chi l’ha studiato precedentemente. Non è una lettura adatta a tutti perché ha comunque un carattere scientifico, ma di certo anche senza tanti studi, per una persona che ha voglia di conoscere un po’ di più l’astronomia ma non si è mai cimentata in letture scientifiche è l’ideale.

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Il grande spettacolo del cielo

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Il sentiero dei nidi di ragno

Il sentiero dei nidi di ragno di Italo Calvino.

Il libro è ambientato in Liguria durante il periodo della Resistenza partigiana a cui vuole prendere parte anche Pin, un bambino immerso nel mondo degli adulti: ha solo una sorella maggiore prostituta poco amorevole nei suoi confronti, non gioca con i suoi coetanei ma gironzola per le taverne burlando i grandi. Allo stesso tempo cerca un amico a cui svelare il luogo dove sottoterra i ragni fanno il loro nido: vittima di molti abbandoni e tradimenti alla fine si affiderà a un assassino, forse colui che sarà il grande amico desiderato.

Non solo la guerra sotto un punto di vista diverso, ma anche l’amicizia e la solitudine: Pin vuole trovare un amico tra gli adulti che lo circondano, ma il mondo dei grandi per lui è avvolto da un’aura di mistero. Non riesce a comprendere il loro linguaggio e gli argomenti che li divertono, però la solitudine che si porta dietro lo spinge a entrare in un mondo che non gli appartiene e lo mette in difficoltà, per cercare continuamente qualcuno di cui fidarsi e che si prenda cura di lui. Secondo l’interpretazione di Cesare Pavese, il bambino è in continua ricerca di sé stesso e ha un unico posto in cui può rifugiarsi ed è il luogo dove i ragni fanno il loro nido: non è colpa sua se lui non ha legge né madre, perché c’è la guerra e la gente si ammazza. E’ istinto di sopravvivenza.

Il libro è scritto come se fosse un insieme di frasi pensate dallo stesso Pin: sono tutte al presente e formano periodi semplici, senza subordinate. Personalmente lo stile non lo apprezzo molto, ma serve a evidenziare il punto di vista del bambino rispetto alla guerra. Anche nel capitolo IX, quando il commissario e il comandante discutono, Calvino lascia aleggiare sempre un sottile velo infantile nei discorsi, come metafore assurde o la ripresa dell’alfabeto.

In conclusione, non è immediato da leggere ma fa il suo grande effetto.

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Il giro del mondo in ottanta giorni

Il giro del mondo in ottanta giorni di Jules Verne.

Il protagonista Phileas Fogg scommette con i suoi amici che è possibile completare un giro del globo in meno di tre mesi, grazie a una linea ferroviaria appena aperta. Per dimostrarlo, è costretto a porre da parte la sua indole monotona e metodica con cui viveva ogni giorno e mettersi in viaggio, accompagnato dal servitore Passpartout. Lascia Londra il 2 ottobre 1872 con il treno delle 20.45 e deve tornare alla stessa ora il 21 dicembre dello stesso anno: la storia è un susseguirsi di vicende intriganti unite a un’amara sorpresa finale.

Un classico entusiasmante e semplice da leggere, che lascia con il fiato sospeso fino alle ultime pagine: è un romanzo d’avventura, che comprende una storia d’amore e una fuga poliziesca. Lo stile è molto semplice e scorrevole, da leggere in qualsiasi posto e momento.

Disponibile su Amazon: Il giro del mondo in ottanta giorni

 

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