Romanzi storici

Lo scudo di Talos

Lo scudo di Talos di Valerio Massimo Manfredi.

Il romanzo è ambientato nell’antica Sparta e ha come protagonista un ragazzo zoppo di nome Talos, abbandonato dalla famiglia aristocratica per il suo difetto fisico e allevato da un vecchio pastore ilota. Dal ruolo di ricco capo della polis greca a cui era destinato il piccolo Talos si ritrova appartenente a una delle classi sociali più basse del mondo spartano. La sua storia continua con il primo amore, l’arruolamento nell’esercito e si conclude con l’ultima ribellione.

Il libro spiega molto bene il contesto storico antico, a volte con descrizioni un po’ troppo lunghe ma abbastanza efficaci: dalla storia trapelano molte delle ingiustizie spartane, per esempio la costrizione di mandare a morire i bambini infermi e il dolore che causava ai genitori, o le sofferenze che venivano inflitte ai più bassi nella scala sociale. Ciò scaturiva nel cuore dei più poveri un sentimento di rancore e di rivolta, come in Talos: la seconda parte del racconto è incentrata nella lotta per la cittadinanza degli Iloti, di cui il protagonista fa parte.

In alcuni punti il libro diventa un po’ noioso perché l’autore si dilunga in descrizioni infinite, e il finale lascia quintali di amaro in bocca: è così aperto che viene da pensare che l’editore si sia dimenticato di stampare le ultime venti pagine del libro. Tutto sommato, la trama per certi versi è interessante.

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Romanzi storici

Niente di nuovo sul fronte occidentale

Niente di nuovo sul fronte occidentale di Erich Maria Remarque.

Il libro è un romanzo storico della prima guerra mondiale, racconta la storia di un ragazzo che viene convinto dai professori del liceo ad arruolarsi insieme ai suoi amici. Il suo è un processo di formazione interiore che lo porterà a vivere tra il terrore dei bombardamenti e la perdita dei compagni, e che infine gli permetterà di concludere la sua vita in modo sereno.

Romanzo stupendo, un po’ triste a volte, ma carico di emozioni: Remarque racconta l’esperienza della Prima Guerra Mondiale in modo drammatico e commovente nei panni di ragazzi inesperti, disarmati di fronte alla vita. Eppure, la fine coglierà di sorpresa i lettori, come lo ha fatto con me.

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Romanzi storici

La Cattedrale del Mare

La Cattedrale del Mare di Ildefonso Falcones.

La storia è ambientata nella Spagna del XIV secolo e racconta la vita di Arnau, dal matrimonio dei suoi genitori fino all’età di sessant’anni. Il filo della storia non è continuo né intrecciato, ma spesso cambia in modo improvviso: il protagonista si ritrova a ricominciare da zero più volte e incontra sempre nuove persone in grado di aiutarlo, grazie alla bontà con cui a sua volta lui tratta ognuno.

E’ contestualizzata molto bene, si capiscono chiaramente le tradizioni e le abitudini del medioevo spagnolo e i dettagli storici non vengono trascurati.

I lati negativi di questo libro sono due: il primo, le donne. Qualsiasi fatto tragico e ingiusto capita a loro: violenze, abusi, stupri, ingiustizie… sono considerate maliziose e nemiche dell’uomo:

“In secondo luogo”, ripeté, “perché le donne, per loro natura, per come sono state create, hanno poco buonsenso, e dunque non sanno mettere freno alla loro malizia naturale.”

proprio per questo anche la loro fisionomia è il contrario della figura maschile:

A detta dei sapienti la donna era, in definitiva, l’antitesi dell’uomo, e dunque incoerente e assurda. Bastava considerare che anche il suo corpo era l’opposto di quello maschile: largo sotto e sottile sopra, mentre quello maschile, quando era ben fatto, doveva essere il contrario, snello dal petto in giù, largo di petto e di spalle, con il collo grosso e corto e la testa grande. Quando nasceva una donna, la prima lettera che pronunciava era la E, che serviva per brontolare, mentre la prima lettera che pronunciava un uomo era la A. la prima dell’alfabeto e opposta alla E.

Inoltre viene detto che un buon marito deve saper controllare la malizia della moglie, sottomettendola a sè:

E se, malgrado tutto, la malizia dovesse continuare a manifestarsi nella moglie, il marito deve castigarla con la vergogna e la paura: correggerla all’inizio, quando è giovane, senza aspettare che invecchi”.

Scandaloso! E’ colpa dell’ambientazione del romanzo, il 1300 era un periodo molto crudele nei confronti del genere femminile… ma l’autore non ci va mica piano! Certe scene sono un po’ troppo crude.

Il secondo lato negativo sono i “personaggi spezzacuore“, quelli che il lettore comincia ad ammirare e a cui si affeziona, e poi lo deludono brutalmente alla fine… attenzione, questo libro ne è pieno!

Però, una cosa bella questo libro la ha: di fronte a tutti i cambiamenti di Arnau, ciò che è rimasto come punto di riferimento fisso è stata Santa Maria. Man mano che il protagonista cresceva vedeva alzarsi la chiesa dedicata alla Madonna: di pari passo viene narrata la costruzione della cattedrale, e il contributo di Arnau che lascerà un segno: la fede in quella statuina di pietra non lo ha mai abbandonato, anche di fronte alla tragicità che mette in dubbio ogni esistenza.

Citazione:

Cosa sarebbe successo, se fosse crollato a terra? Gli serviva… Una pietra! Aveva bisogno di una pietra sulle spalle, di un lungo cammino da fare portando una pietra per la sua Madonna. Dove sei ora? chiese in una muta domanda. Sono davvero questi i tuoi rappresentanti? Era solo un bambino eppure… Ce l’avrebbe fatta anche stavolta! Aveva attraversato tutta Barcellona con un macigno che pesava più di lui, sudando, sanguinando, mentre sentiva le grida di incoraggiamento della gente. Non gli restava più niente, di quella forza? Si sarebbe lasciato schiacciare da un frate fanatico, lui? il piccolo bastaix che tutti i ragazzi della città avevano guardato con ammirazione? Passo dopo passo, graffiando la strada fino a Santa Maria per poi tornare a casa a riposare per il giorno dopo.

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