Fantasy

Lo hobbit

Lo hobbit di J. R. R. Tolkien.

Pubblicato nel 1937, il prequel della trilogia de Il signore degli anelli ha riscontrato molto successo non solo tra i ragazzini, ma anche nel mondo degli adulti. La storia ha come personaggi esseri immaginari, nani, maghi, orchi e hobbit, piccole personcine panciute dai piedi grandi, pacifiche e gioviali. Il protagonista principale è uno di questi, Bilbo Baggins, che si ritrova coinvolto dal mago Gandalf in un’avventura con un gruppo di nani, per recuperare l’enorme tesoro rubato e sorvegliato da un pericoloso drago. Le vicende si susseguono e Bilbo trova un anello che lo rende invisibile, utile per il suo ruolo di scassinatore. Grazie a questo tirerà spesso fuori dai guai l’intraprendente compagnia di avventurieri, fino ad arrivare a un lieto fine.

La trama è intrigante, sebbene sia abbastanza lineare; lo stile molto semplice e comprensibile, senza un lessico difficile e con una caratterizzazione dei personaggi molto stereotipata: Gandalf il mago misterioso, Bilbo il protagonista a cui viene interrotta la solita vita monotona.

Il libro non è strettamente legato a Il signore degli anelli perciò, una volta finito, non si è costretti a leggere anche la trilogia per avere un finale conclusivo. E’ decisamente una lettura che consiglio solo a ragazzi delle medie.

Disponibile su Amazon: Lo hobbit

 

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Fantasy

Il mio splendido migliore amico

Il mio splendido migliore amico di A.G. Howard.

La famiglia Gardner ha un dono che consiste nella capacità di ascoltare i continui sussurri della natura. Tramandato di generazione in generazione fino ad Alyssa, solo nel momento in cui scopre di essere la pronipote di Alice la ragazza capisce il segreto di questa maledizione, ed è costretta a scendere nel Paese delle Meraviglie per rimediare agli errori che la sua antenata da bambina aveva procurato. L’unica variante della storia è che il posto magico descritto da Lewis Carroll non è molto verosimile: i simpatici personaggi delle favole sono in realtà creature mostruose e l’ambientazione è molto ambigua.

La trama è interessante e alcune idee sono coinvolgenti: tutte le prove che deve affrontare la protagonista rimandano alla storia originale, come prosciugare l’oceano di lacrime e risvegliare i partecipanti di un thé che li ha fatti addormentare.

Peccato però per la contestualizzazione, la storia della protagonista è molto triste: la madre è in manicomio per la maledizione della famiglia, lei vive in una condizione surreale in cui fiori e insetti le parlano continuamente e per questo non si integra molto bene. Concluso il tutto con un banalissimo triangolo amoroso, che include il migliore amico e il ragazzo misterioso di nome Morfeo, la storia poteva essere pensata molto meglio. Inoltre, il titolo italiano non c’entra molto: in realtà l’amico Jeb non si ritrova spesso nella storia, solo all’inizio, alla fine e in qualche pensiero della ragazza. Quello molto più azzeccato è l’originale “Splintered”.

Il libro non mi è piaciuto molto: non così poco da lasciarlo a metà, ma non così tanto da continuare la saga. Penso sia adatto a ragazze delle medie ancora indecise se dedicarsi a storie fantasy o romanzetti rosa.

Disponibile su Amazon:

  1. Il mio splendido migliore amico
  2.  Tra le braccia di Morfeo
  3. Il segreto della regina rossa
  4. 6 cose impossibili

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Fantasy

Pianeta Idea

Pianeta Idea di Marco Amaducci.

La storia ha come protagonista Mark, uno scrittore di origini italo-americane, e riporta la conferenza sul libro che ha scritto: nel racconto vengono alternati brani del suo romanzo che rispondono alle varie domande dei giornalisti partecipanti alla conferenza. Il racconto di Mark si intitola “Pianeta Idea” e vede lo stesso autore come protagonista, incaricato di svelare agli Umani la vera provenienza delle idee: gli abitanti di questo pianeta pacifico e indifeso hanno sempre confidato nella natura buona degli uomini e tramite una squadra di velocisti fin dal passato hanno mandato le intuizioni più geniali sotto forma di pergamena. Inoltre, nel suo romanzo Mark racconta la vicenda che il pianeta sta vivendo: il re delle forze maligne vuole distruggere il pianeta Idea, che è costretto a chiedere aiuto agli altri pianeti della galassia: il lieto fine sarà sancito da un grande sacrificio, ma nulla è ancora terminato.

L’intuizione del libro è bellissima, il fatto che le idee provengano non da un pensiero umano ma che siano date da qualcun’altro è un’osservazione di livello che va sviluppata e che sicuramente lascia di stucco. Infatti, in questo modo l’idea si propone come un’alternativa al male che l’uomo può commettere e di conseguenza una via per redimersi da ciò che invece ha già commesso.

Però, al nucleo del racconto molto bello e apprezzato si oppone una scarsa attenzione alla grammatica e una quantità enorme di errori di stampa, per cui mi sento in dovere di segnalare la casa editrice, Kimerik. Inoltre, l’intera trama è poco chiara a causa della particolare struttura del romanzo che intreccia domande dei giornalisti, esperienze del protagonista e la vicenda del pianeta Idea in un unico miscuglio di libro. A questo punto, avrei preferito tre parti separate e ordinate: una che spiega la vita e le origini di Mark, una che racconta la storia del pianeta Idea, una che descrive la conferenza con i giornalisti. I personaggi spesso appaiono un po’ come esaltati, perché i discorsi diretti hanno sempre qualche punto esclamativo di troppo.

Comunque, dietro allo stile e alla grammatica si nasconde un’intuizione molto interessante… sarà forse arrivato un velocista con la sua pergamena a illuminare la mente dell’autore Marco Amaducci?

Ci fu un’altra autorità a dire addio a tutto, Arkbald. Si dice che abbia deciso di perdersi sulla Terra in cerca di una nuova vita, magari a fianco dei Guerrieri della Luce. Un giorno potrebbe tornare, ci sarà sempre un posto per lui su Idea. Ma tutti sappiamo che il bisogno di ritrovare sé stessi è la più potente delle idee.

Pianeta Idea, Marco Amaducci

Disponibile su Amazon: Pianeta Idea

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