Fantasy

Legio M Ultima

Legio M Ultima di I Demiurghi.

Sfida all’impero

Sotto l’imperatore Diocleziano viene costituita una nuova legione segreta, a cui vengono affidati i compiti più ardui e misteriosi: la corte XII è costretta a gestire e combattere uno dopo l’altro eventi  sempre più oscuri e minacciosi, che celano una fitta trama intricata. Infatti, tutti i personaggi della trilogia non sono altro che pedine in mano a due giocatori che si sfidano a una partita a scacchi, per determinare le sorti dell’impero. Tuttavia divinità e forze sovrannaturali cominciano a intervenire, scombinando ogni volta le mosse dei due sfidanti. La protagonista è Azia Medea, assoldata nella corte per le sue conoscenze da sapiente, accompagna in modo freddo e distaccato gli altri membri ed è costretta a mantenere un orribile segreto: la spada che porta sempre con sé la lega alla furia di Platone, serva del dio degli Inferi. Perciò, lei stessa potrà essere la mossa vincente.

Il racconto è avvincente e i personaggi ben definiti: ognuno ha il proprio carattere e il proprio ruolo all’interno della storia, però la lettura non è molto scorrevole a causa dei repentini cambi di punti di vista e da alcuni passaggi poco chiari nella struttura della trama in sé. Inoltre non ho proprio apprezzato la continua violenza descritta, specialmente sulle donne: per sensibilità personale alcune parti non le ho lette volentieri. Eppure lo stile di scrittura mi è piaciuto tanto che ho iniziato a leggere un altro libro della Legio M Ultima senza esitazioni.

Disponibile su Amazon:

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Fantasy

Le cronache di Narnia

Le cronache di Narnia di C. S. Lewis.

La saga è formata da sette libri di lunghezza abbastanza breve pubblicati in Italia in ordine cronologico, ma che personalmente ho preferito leggere e recensire nell’ordine in cui sono stati pensati.

Il leone, la strega e l’armadio

Quattro fratelli passano l’estate nell’enorme casa di un professore, ed esplorando la villa durante una giornata di pioggia si imbattono in un armadio di pellicce, che in realtà è un passaggio segreto per il mondo di Narnia. Avventurandosi nel freddo posto sconosciuto incontrano i personaggi che abitano il nuovo paese e vengono a conoscenza della loro situazione: una strega governa Narnia e con un incantesimo la mantiene in un inverno eterno. Tuttavia l’arrivo dei ragazzi porta la speranza di un’imminente liberazione: un’antica profezia li destina a salire al trono e predice la venuta di Aslan, il leone che ha creato il mondo e che lo libererà.

Sebbene l’autore abbia pensato la saga per i bambini, all’inizio dice espressamente che nella vita esiste un’età più tarda per leggere le favole e capire il loro significato. Ora è comunque considerato un classico per ragazzi.

a Lucy Barfield
Cara Lucy,
ho scritto questo racconto per te, ma quando l’ho cominciato non mi sono reso conto che le ragazze crescono più in fretta dei libri. Come risultato, ormai sei troppo grande per le fiabe e quando questa verrà stampata e rilegata lo sarai ancora di più. Un giorno, però, diventerai abbastanza grande da leggere le fiabe di nuovo: allora recupererai la mia da uno degli scaffali più alti, toglierai la polvere e mi dirai cosa ne pensi. A quell’epoca, probabilmente, io sarò troppo duro d’orecchi per sentirti e troppo vecchio per capire le tue parole, ma rimarrò comunque
il tuo affezionato padrino
C.S. Lewis

La trama è molto lineare e priva di grossi colpi di scena, tuttavia la lettura non è noiosa ma scorrevole. Allo stesso modo lo stile è semplice e il racconto  cela parecchi dettagli che richiamano la storia e la simbologia cristiana. Ho apprezzato in particolare la figura di Lucy, la più piccola dei quattro fratelli, che con occhi puri osserva ogni cosa e vive la nuova avventura con l’innocenza e la semplicità di una bambina.

Il principe Caspian

Dopo un anno dal ritorno in Inghilterra, i ragazzi sono richiamati a Narnia da una forza magica: lì in realtà sono passati secoli dalla loro scomparsa e ora, il paese è governato da un re malvagio che con gli anni ha represso le forme parlanti non umane. Il nipote è il principe Caspian che lotta per riavere la Narnia del passato perciò, prossimo alla sconfitta in campo di battaglia, richiama in suo aiuto gli eroi di un tempo.

Come il primo libro, ho trovato anche questo racconto molto semplice e privo di grande suspense, lo stile chiaro e senza artifici. Penso sia una bella storia da leggere ai bambini prima di andare a dormire, ma credo anche che contenga un profondo messaggio: l’esistenza di Aslan è messa in dubbio da molti e gli stessi suoi paladini credono che non verrà ad aiutarli. Invece il leone è sempre presente e si mostra inizialmente solo a Lucy, che non viene creduta quando dice di ricevere indicazioni da Aslan. Anche nel libro precedente la piccola è stata la figura più innocente del gruppo ed è sempre riuscita a guardare con occhi diversi ciò che la circondava: forse anche noi dovremmo provare ad avere uno sguardo più semplice sulle cose, o forse dovremmo ascoltare maggiormente i più puri di cuore, come i bambini.

“Ecco il peggior difetto delle ragazze.” rimarcò Edmund ad uso e costumo di Peter e del nano “non riescono a ficcarsi in testa una mappa o una bella cartina”
“Perché le nostre teste sono troppo piene, caro Edmund.” ribatté Lucy per le rime.

Disponibile su Amazon: Le cronache di Narnia

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Fantasy

Lo hobbit

Lo hobbit di J. R. R. Tolkien.

Pubblicato nel 1937, il prequel della trilogia de Il signore degli anelli ha riscontrato molto successo non solo tra i ragazzini, ma anche nel mondo degli adulti. La storia ha come personaggi esseri immaginari, nani, maghi, orchi e hobbit, piccole personcine panciute dai piedi grandi, pacifiche e gioviali. Il protagonista principale è uno di questi, Bilbo Baggins, che si ritrova coinvolto dal mago Gandalf in un’avventura con un gruppo di nani, per recuperare l’enorme tesoro rubato e sorvegliato da un pericoloso drago. Le vicende si susseguono e Bilbo trova un anello che lo rende invisibile, utile per il suo ruolo di scassinatore. Grazie a questo tirerà spesso fuori dai guai l’intraprendente compagnia di avventurieri, fino ad arrivare a un lieto fine.

La trama è intrigante, sebbene sia abbastanza lineare; lo stile molto semplice e comprensibile, senza un lessico difficile e con una caratterizzazione dei personaggi molto stereotipata: Gandalf il mago misterioso, Bilbo il protagonista a cui viene interrotta la solita vita monotona.

Il libro non è strettamente legato a Il signore degli anelli perciò, una volta finito, non si è costretti a leggere anche la trilogia per avere un finale conclusivo. E’ decisamente una lettura che consiglio solo a ragazzi delle medie.

Disponibile su Amazon: Lo hobbit

 

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Il mio splendido migliore amico

Il mio splendido migliore amico di A.G. Howard.

La famiglia Gardner ha un dono che consiste nella capacità di ascoltare i continui sussurri della natura. Tramandato di generazione in generazione fino ad Alyssa, solo nel momento in cui scopre di essere la pronipote di Alice la ragazza capisce il segreto di questa maledizione, ed è costretta a scendere nel Paese delle Meraviglie per rimediare agli errori che la sua antenata da bambina aveva procurato. L’unica variante della storia è che il posto magico descritto da Lewis Carroll non è molto verosimile: i simpatici personaggi delle favole sono in realtà creature mostruose e l’ambientazione è molto ambigua.

La trama è interessante e alcune idee sono coinvolgenti: tutte le prove che deve affrontare la protagonista rimandano alla storia originale, come prosciugare l’oceano di lacrime e risvegliare i partecipanti di un thé che li ha fatti addormentare.

Peccato però per la contestualizzazione, la storia della protagonista è molto triste: la madre è in manicomio per la maledizione della famiglia, lei vive in una condizione surreale in cui fiori e insetti le parlano continuamente e per questo non si integra molto bene. Concluso il tutto con un banalissimo triangolo amoroso, che include il migliore amico e il ragazzo misterioso di nome Morfeo, la storia poteva essere pensata molto meglio. Inoltre, il titolo italiano non c’entra molto: in realtà l’amico Jeb non si ritrova spesso nella storia, solo all’inizio, alla fine e in qualche pensiero della ragazza. Quello molto più azzeccato è l’originale “Splintered”.

Il libro non mi è piaciuto molto: non così poco da lasciarlo a metà, ma non così tanto da continuare la saga. Penso sia adatto a ragazze delle medie ancora indecise se dedicarsi a storie fantasy o romanzetti rosa.

Disponibile su Amazon:

  1. Il mio splendido migliore amico
  2.  Tra le braccia di Morfeo
  3. Il segreto della regina rossa
  4. 6 cose impossibili

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Pianeta Idea

Pianeta Idea di Marco Amaducci.

La storia ha come protagonista Mark, uno scrittore di origini italo-americane, e riporta la conferenza sul libro che ha scritto: nel racconto vengono alternati brani del suo romanzo che rispondono alle varie domande dei giornalisti partecipanti alla conferenza. Il racconto di Mark si intitola “Pianeta Idea” e vede lo stesso autore come protagonista, incaricato di svelare agli Umani la vera provenienza delle idee: gli abitanti di questo pianeta pacifico e indifeso hanno sempre confidato nella natura buona degli uomini e tramite una squadra di velocisti fin dal passato hanno mandato le intuizioni più geniali sotto forma di pergamena. Inoltre, nel suo romanzo Mark racconta la vicenda che il pianeta sta vivendo: il re delle forze maligne vuole distruggere il pianeta Idea, che è costretto a chiedere aiuto agli altri pianeti della galassia: il lieto fine sarà sancito da un grande sacrificio, ma nulla è ancora terminato.

L’intuizione del libro è bellissima, il fatto che le idee provengano non da un pensiero umano ma che siano date da qualcun’altro è un’osservazione di livello che va sviluppata e che sicuramente lascia di stucco. Infatti, in questo modo l’idea si propone come un’alternativa al male che l’uomo può commettere e di conseguenza una via per redimersi da ciò che invece ha già commesso.

Però, al nucleo del racconto molto bello e apprezzato si oppone una scarsa attenzione alla grammatica e una quantità enorme di errori di stampa, per cui mi sento in dovere di segnalare la casa editrice, Kimerik. Inoltre, l’intera trama è poco chiara a causa della particolare struttura del romanzo che intreccia domande dei giornalisti, esperienze del protagonista e la vicenda del pianeta Idea in un unico miscuglio di libro. A questo punto, avrei preferito tre parti separate e ordinate: una che spiega la vita e le origini di Mark, una che racconta la storia del pianeta Idea, una che descrive la conferenza con i giornalisti. I personaggi spesso appaiono un po’ come esaltati, perché i discorsi diretti hanno sempre qualche punto esclamativo di troppo.

Comunque, dietro allo stile e alla grammatica si nasconde un’intuizione molto interessante… sarà forse arrivato un velocista con la sua pergamena a illuminare la mente dell’autore Marco Amaducci?

Ci fu un’altra autorità a dire addio a tutto, Arkbald. Si dice che abbia deciso di perdersi sulla Terra in cerca di una nuova vita, magari a fianco dei Guerrieri della Luce. Un giorno potrebbe tornare, ci sarà sempre un posto per lui su Idea. Ma tutti sappiamo che il bisogno di ritrovare sé stessi è la più potente delle idee.

Pianeta Idea, Marco Amaducci

Disponibile su Amazon: Pianeta Idea

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