Fantasy

Pianeta Idea

Pianeta Idea di Marco Amaducci.

La storia ha come protagonista Mark, uno scrittore di origini italo-americane, e riporta la conferenza sul libro che ha scritto: nel racconto vengono alternati brani del suo romanzo che rispondono alle varie domande dei giornalisti partecipanti alla conferenza. Il racconto di Mark si intitola “Pianeta Idea” e vede lo stesso autore come protagonista, incaricato di svelare agli Umani la vera provenienza delle idee: gli abitanti di questo pianeta pacifico e indifeso hanno sempre confidato nella natura buona degli uomini e tramite una squadra di velocisti fin dal passato hanno mandato le intuizioni più geniali sotto forma di pergamena. Inoltre, nel suo romanzo Mark racconta la vicenda che il pianeta sta vivendo: il re delle forze maligne vuole distruggere il pianeta Idea, che è costretto a chiedere aiuto agli altri pianeti della galassia: il lieto fine sarà sancito da un grande sacrificio, ma nulla è ancora terminato.

L’intuizione del libro è bellissima, il fatto che le idee provengano non da un pensiero umano ma che siano date da qualcun’altro è un’osservazione di livello che va sviluppata e che sicuramente lascia di stucco. Infatti, in questo modo l’idea si propone come un’alternativa al male che l’uomo può commettere e di conseguenza una via per redimersi da ciò che invece ha già commesso.

Però, al nucleo del racconto molto bello e apprezzato si oppone una scarsa attenzione alla grammatica e una quantità enorme di errori di stampa, per cui mi sento in dovere di segnalare la casa editrice, Kimerik. Inoltre, l’intera trama è poco chiara a causa della particolare struttura del romanzo che intreccia domande dei giornalisti, esperienze del protagonista e la vicenda del pianeta Idea in un unico miscuglio di libro. A questo punto, avrei preferito tre parti separate e ordinate: una che spiega la vita e le origini di Mark, una che racconta la storia del pianeta Idea, una che descrive la conferenza con i giornalisti. I personaggi spesso appaiono un po’ come esaltati, perché i discorsi diretti hanno sempre qualche punto esclamativo di troppo.

Comunque, dietro allo stile e alla grammatica si nasconde un’intuizione molto interessante… sarà forse arrivato un velocista con la sua pergamena a illuminare la mente dell’autore Marco Amaducci?

Ci fu un’altra autorità a dire addio a tutto, Arkbald. Si dice che abbia deciso di perdersi sulla Terra in cerca di una nuova vita, magari a fianco dei Guerrieri della Luce. Un giorno potrebbe tornare, ci sarà sempre un posto per lui su Idea. Ma tutti sappiamo che il bisogno di ritrovare sé stessi è la più potente delle idee.

Pianeta Idea, Marco Amaducci

Disponibile su Amazon: Pianeta Idea

pianid

Annunci
Fantasy

Il trono di ghiaccio

Il trono di ghiaccio di Sarah J. Maas.

Celaena è la migliore assassina del regno di Adarlan, costretta ai lavori forzati in miniera per i crimini commessi. Dopo un anno di prigionia viene convocata al castello per diventare sicario di corte e, col pensiero di poter essere liberata dopo quattro anni di servizio, affronta una competizione con i ventitré criminali più pericolosi del regno. Può vincere e guadagnare la libertà solo uccidendo ogni giorno un avversario sfidandosi nelle diverse prove, fino a rimanere l’unica sopravvissuta. A questo si aggiunge la storia d’amore con il principe, che l’ha prelevata dalla prigione per farla diventare una concorrente, e il suo “personal trainer”, nonché capo delle guardie reali, Chaol. Inoltre la permanenza al castello le fa scoprire una nuova realtà misteriosa e magica, piena di formule segrete e incantesimi: al desiderio della libertà si lega la ricerca delle sue origini, che in realtà hanno qualcosa di speciale.

Il primo libro è molto bello, la novità della protagonista che è la migliore assassina mi ha incuriosito molto e insieme alla frenesia della competizione l’autrice inserisce elementi magici in giusta misura, senza strafare nel classico degli incantesimi e delle stregonerie.

C’è da ammettere, però, che nel secondo libro la fantasia forse scarseggia un po’, e la storia d’amore assomiglia sempre più a un triangolo.

Questo non toglie il fatto che il finale lascia il lettore sempre a bocca aperta e lo invoglia a comprare il libro seguente, certo! Esistono anche i prequel, oltre alla saga intera.

Disponibile su Amazon:

    1. Il trono di ghiaccio
    2. La corona di mezzanotte
    3. La corona di fuoco
Romanzi

La mia lotta per la libertà

La mia lotta per la libertà di Yeonmi Park.

Dittatura, terrorismo psicologico, fame, povertà e violenza racchiuse in un unica testimonianza: è la storia di una ragazzina nata e scappata dalla Corea del Nord, che prima di capire cosa fosse la libertà ha visto e subito esperienze traumatiche di ogni genere.

Yeonmi passa l’infanzia sola con la sorella a cercare elementi nutritivi negli insetti per non morire di fame, mentre la madre tenta di racimolare qualche soldo stando via per mesi e il padre si trova in prigione per aver cercato di sfamare la propria famiglia. Poi quella che si credeva la svolta, la fuga in Cina: sua sorella scappa e la sera dopo anche lei e la madre varcano il confine, lasciando il padre in Nord Corea. Il grado di libertà che raggiungono non è molto diverso da quello del loro paese natale: la madre si sacrifica e viene violentata, poi venduta dai trafficatori cinesi. Invece Yeonmi a soli tredici anni diventa l’amante di un contrabbandiere di donne, cominciando a occuparsi della vendita di nordcoreane ai futuri mariti cinesi. Comunque, il suo desiderio rimane quello di riunire la famiglia, ma con la sorella sparita, la madre venduta e il padre scarcerato ma ammalato dall’altra parte del confine risulta impossibile. Quindi il racconto prosegue con un susseguirsi di vicende, dal ritrovamento del padre alla sua morte, dalla fuga in Mongolia e alla finale libertà in Corea del Sud.

Però, ciò che Yeonmi e la madre trovano nel nuovo paese non si può ancora definire libertà: le discriminazioni sociali, la forma mentis ormai insediata nella loro anima, la sfiducia e il timore delle autorità pubbliche portano gravi difficoltà nella vita quotidiana di madre e figlia.

Per noi è facile rispondere alla domanda “qual è il tuo colore preferito”, per i Coreani del Nord no. Non hanno la concezione di opinione personale, le risposte che danno devono essere o sbagliate o giuste: in un mondo in cui si ha il divieto di guardare film, leggere libri, ascoltare musica, la soggettività non esiste. Inoltre, quando si ha il terrore di parlare perché si pensa che addirittura gli uccelli e i topi ascoltino ogni mormorio, è facile credere che un capo del governo possa controllare con il pensiero il meteo e che riesca a leggere la mente dei sudditi.

Per noi sono idee assurde, che assomigliano ai totalitarismi del ‘900 e che per forza devono essere qualcosa di passato: è ora di aprire gli occhi e scostare per un po’ lo sguardo dalla quotidianità europea. Un modo per farlo è leggere questo libro.

Disponibile su Amazon: La mia lotta per la libertà

Cover-di-La-mia-lotta-per-la-liberta_image_ini_620x465_downonly