Romanzi

Il Piccolo Principe

Il Piccolo Principe di Antoine de Saint-Exupéry.

Questo libricino racconta la storia di un bambino abitante un piccolo asteroide insieme alla sua rosa, che si mette in viaggio cercando una pecora che possa mangiare le infestanti piantine di baobab. In ogni pianeta che visita trova sempre un adulto che non riesce a capire: chi vuole essere applaudito senza ragione, chi accende e spegne lampioni, chi continua a dar ordini senza nessuno a cui rivolgerli. Infine arriva sulla Terra dove incontra il narratore del racconto, un pilota di aerei precipitato nel deserto del Sahara, a cui racconta la sua storia: l’uomo si affeziona al ragazzino che insiste per avere una pecora e che in seguito lo accompagna a cercare dell’acqua: l’unico desiderio di quel bambino però è di tornare dalla sua amata rosa, e l’unico modo è venire morso da un serpente.

Sebbene sia corto, è un racconto carico di profondità: un bambino che non riesce a comprendere la mente chiusa degli adulti, che ama la sua rosa nonostante sia vanitosa e presuntuosa, e che farebbe di tutto per tornare da lei. Uno degli episodi più belli è  quando la volpe spiega cosa voglia dire addomesticare, perché spiega la dinamica di ogni rapporto affettivo e umano che in sé è speciale.

“Vieni a giocare con me”, le propose il piccolo principe, sono cosi’ triste…”
“Non posso giocare con te”, disse la volpe, “non sono addomesticata”.
“Ah! scusa”, fece il piccolo principe.
Ma dopo un momento di riflessione soggiunse:
“Che cosa vuol dire ?”
“Non sei di queste parti, tu”, disse la volpe, “che cosa cerchi?”
“Cerco gli uomini”, disse il piccolo principe.
“Che cosa vuol dire ?”
“Gli uomini” disse la volpe, “hanno dei fucili e cacciano. E’ molto noioso! Allevano anche delle galline. E’ il loro solo interesse. Tu cerchi delle galline?”
“No”, disse il piccolo principe. “Cerco degli amici. Che cosa vuol dire “?”
“E’ una cosa da molto dimenticata. Vuol dire …”
“Creare dei legami?”
“Certo”, disse la volpe. “Tu, fino ad ora, per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l’uno dell’altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io saro’ per te unica al mondo“.

[…]

“La mia vita e’ monotona. Io do la caccia alle galline, e gli uomini danno la caccia a me. Tutte le galline si assomigliano, e tutti gli uomini si assomigliano. E io mi annoio percio’. Ma se tu mi addomestichi, la mia vita sara’ illuminata. Conoscero’ un rumore di passi che sara’ diverso da tutti gli altri. Gli altri passi mi fanno nascondere sotto terra. Il tuo, mi fara’ uscire dalla tana, come una musica. E poi, guarda! Vedi, laggiu’ in fondo, dei campi di grano? Io non mangio il pane e il grano, per me e’ inutile. I campi di grano non mi ricordano nulla. E questo e’ triste! Ma tu hai dei capelli color dell’oro. Allora sara’ meraviglioso quando mi avrai addomesticato. Il grano, che e’ dorato, mi fara’ pensare a te. E amero’ il rumore del vento nel grano…”
La volpe tacque e guardo’ a lungo il piccolo principe:
“Per favore… addomesticami”, disse.

Il piccolo principe

Disponibile su Amazon: Il Piccolo Principe

2013-06-28-SaintExupry

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5 risposte a "Il Piccolo Principe"

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